Eros

26 Gennaio - 10 Febbraio 2008

Ho accolto l’idea di Andrea di aprire il mio studio ad una collettiva sul tema dell’Eros, e da quel momento ho lavorato quasi esclusivamente in questa direzione. Mi sono divertita e ho sperimentato che con un po’ di iniziativa possono nascere splendide collaborazioni, e realizzarsi progetti interessanti e validi. Questa mostra è seguita a quella realizzata nel 2006 intitolata “Il Volto e la Maschera”; fu un esperimento che consentì di mettere insieme forme diverse di espressione artistica intorno ad un unico tema . Il confronto non attiene solo alle diverse discipline; che sia fotografia o pittura, che sia grafica piuttosto che scultura non ha molta importanza, il confronto riguarda i diversi modi di vivere il rapporto con l’arte, e grazie a queste iniziative è data opportunità a ciascuno di noi di mettersi in gioco. Per questo ringrazio gli amici che hanno partecipato e in particolare mia sorella Lorena, e a tutti loro dedico i miei scritti che, senza alcuna pretesa, vogliono essere esclusivamente espressione del mio essere osservatrice attenta e piacevolmente affascinata, visitatrice della mostra, la prima e più assidua visitatrice.

PAOLA FRAU

PAOLO ATZENI Le opere di Paolo Atzeni sono visioni oniriche, sfumate in atmosfere ovattate che ci proiettano silenziosamente, attraverso viaggi senza tempo, in spazi finiti e in perfetti luoghi immaginari. L’uso del bianco e nero e la tecnica precisa e sapiente sono mezzi per raccontare con essenzialità un universo dove l’Eros va oltre la fisicità espressa, e si adagia su ogni particolare descritto, in un racconto che non ha una fine

PIETRO CONTU La tecnica maestra di cui è padrone consentono a Pietro Contu di concretizzare con particolare forza espressiva idee e concetti attraverso forme e materiali diversi . Suggestiva la sua rappresentazione dell’Eros, le rotondità esplicite o celate, l’intreccio felino e i tentacoli sembrano suggerire un eros avvolgente, morbido, sottilmente ironico e giocoso.

LORENA FRAU Le sue donne stilizzate, icone di un erotismo – esotismo dai colori vivi ed equilibrati, ricordano il colore della terra, del sole, di antichi disegni tracciati con inchiostro blu. Il tratto nervoso e veloce sembra scomporre i corpi privi di volto eppure così carichi di identità e partecipato erotismo.

ANDREA LAI Le sue opere si distinguono per la tecnica, la pulizia delle linee, l’accostamento dei colori. In questa mostra si esprime attraverso forme che suggeriscono l’Eros in composizioni elegantemente equilibrate e suggestive nei richiami onirici, caratteristica ricorrente e molto personale di ogni suo lavoro. Il “Tarlo parlante” riassume i molti aspetti del suo dipingere : il gioco di luci e ombre, il simbolismo esplicito, i riferimenti al fantastico e alla poesia della vita.

FRANCESCO PITZALIS Ama definirsi “un creativo”, è indubbiamente artista eclettico, che, nella sua più che trentennale carriera, ha spaziato attraverso vari generi pittorici e tecniche espressive diverse. Senza preconcetti presenta in questa mostra alcuni lavori tra loro molto diversi: così si va dall’ironica e giocosa provocazione dell”aborigeno con uccello” (il cui organo sessuale, sostituito da un piumato e colorato uccellino, gioca a formare delle ombre più esplicite che se fossero disegnate sulla tavola stessa ) alla sensuale rappresentazione del corpo femminile scomposto nei tratti e nelle dimensioni o adagiato impassibile in pose che ricordano vagamente alcune opere di Egon Schiele

FABRIZIO TABERLET Maestro di creatività, suggerisce ciò che nella foto non possiamo vedere; la rotondità di un seno appena accennata, la luce riflessa su una spalla nuda, sdrammatizzate dalla presenza dei gioielli, che sembrano esprimere il loro essere belli e intriganti oggetti dell’Eros, nel loro modo di sfiorare la pelle delle modelle ritratte. Taberlet gioca a parafrasare ciò che è oggetto del desiderio. La donna? Il gioiello? O forse intende solo regalare al pubblico immagini gradevoli che siano la prova che l’Eros è nella mente e non nelle cose?

MASSIMILIANO VACCA Ironico e come sempre sorprendente il suo modo di raccontare, attraverso le sue maschere, storie ed emozioni diverse. Sono facce, modellate intorno allo spazio vuoto di occhi che lasciano intravedere ciò che ciascuno desidera vedere. Incuriosisce la tecnica, ma ancor più il compiacimento di una rappresentazione dell’idea di Eros che anima le sue creazioni, una magica aura, un alone di mistero, scolpito nella materia e ammorbidito dalle ombre che ne fanno risaltare le molteplici e fantasiose forme .

Studio d'arte, Via Lamarmora 143, Cagliari

 

 

 

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