Dopo gli attentati di Londra e in Egitto (Luglio 2005)

 

Parole e vento, vento e parole, vento e vento, parole e parole…

 

Attentati, dolore, disperazione, morte… lacrime?

 

Terribile momento, si perde la misura

Si soffre, si ha paura

 

Perché aver paura adesso?

 

Si cerca in uno sguardo il conforto

E si pensa a chi tra noi è morto

 

Il lutto è in noi, ma perché solo adesso?

 

Si maledice, si impreca, si vive odiando

E già non stiamo più amando

 

Ma chi si è fatto odiare per primo?

 

E il mondo si ferma, sta in silenzio e aspetta

Per quei corpi straziati invoca la vendetta

 

Ma chi tace per dei bambini morti? O non si tace se sono morti in Irak?

 

 

Chi è il nemico?

 

Le stragi sono stragi, chiunque siano i morti. La guerra tanto sbandierata dai potenti della terra ha portato solo guerra …e la cosa più tristemente assurda è che si sapeva che sarebbe andata così e non si è fatto niente.

La ragione del cuore e dell’umanità non ha vinto, hanno vinto le ragioni del potere e del denaro.

E dunque adesso piangiamo in coro e abbiamo paura, e pesiamo il valore di due, quattro, quaranta, ottanta morti europei, con un controvalore di centinaia di innocenti iracheni.

Come mai il silenzio dopo le bombe di Londra e nessun silenzio negli stessi giorni per una strage di 25 bambini in Irak? Una delle tante stragi in Irak.

Certo bisogna dare risalto agli attentati di Sharm el-Sheik su televisioni e giornali; per dovere di cronaca o per vendere di più? Non si vende se si parla delle stragi quotidiane, non si vende se si torna indietro con la mente a tutte quelle azioni che noi "occidentali" avremmo dovuto intraprendere piuttosto che fare la guerra ad una religione ad una cultura diversa e per alcuni terribile, ma che in fondo chiedeva solo rispetto e silenzio!!! Ecco… il silenzio, ancora una volta abbiamo perso una buona occasione per dimostrare che non ci riteniamo superiori a nessun’altra civiltà.

Un corpo è un corpo, un uomo è un uomo, che viva a Londra o a Bagdad, un bambino è un bambino, che sia italiano o egiziano. E la pietà umana stenda la mano a ricomporre il dolore di una sola madre, o di 10 madri, di cento o di mille madri irachene, egiziane, italiane, inglesi…

Che guerra è se non ci distinguiamo più? il nemico siamo noi, non c’è fronte, non c’è una linea che definisca dove inizia il territorio nemico? ma poi chi è il nemico?

 

 

 

 

 

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